Paesi in cui interviene la Cooperazione allo Sviluppo Italiana:
Albania | Armenia | Bosnia-Erzegovina | Croazia | Georgia | Italia | Kosovo | Macedonia | Montenegro | Rep. Moldava | Romania | Serbia | Ucraina |
Quadro dell' area
La politica estera del nostro Paese nei confronti dei Balcani ha seguito gli orientamenti tradizionali, ossia il perseguimento della stabilizzazione politica ed economica attraverso il consolidamento delle istituzioni democratiche, in un’ottica di integrazione nelle strutture europee ed euroatlantiche, e di inserimento nell’economia mondiale. L’attenzione della Cooperazione italiana si è concentrata, in particolare, sul processo di privatizzazione; sul mercato del lavoro; sulla creazione o il rafforzamento delle istituzioni esistenti; sulle riforme legislative; sulle problematiche sociali; sull’istruzione; sulla tutela del patrimonio culturale; sull’occupazione.
In campo economico le strategie si sono focalizzate sulla crescita sostenibile e sullo sviluppo; sulla prevenzione delle nuove forme di povertà derivanti dai processi di ristrutturazione e modernizzazione; sul sostegno ai gruppi sociali maggiormente a rischio di povertà. In Serbia e Montenegro, in risposta alla delicata questione dei rifugiati e degli sfollati, nel 2005 sono stati erogati oltre 13 milioni di euro per un programma a sostegno del reinsediamento dei rifugiati e degli sfollati serbi. L’iniziativa, oltre alla fornitura di soluzioni abitative a carattere sociale per i rifugiati e per i gruppi vulnerabili, ha previsto la promozione di una strategia di sviluppo e di rafforzamento dei servizi sociali a livello locale per favorire l’effettiva integrazione dei beneficiari.
La Dgcs ha partecipato alla Conferenza dei Donatori per il Kosovo, promossa dall’Unesco a Parigi. In questa sede è stato presentato un pledge per un milione di euro in tre anni per proseguire le attività già attivate a favore del patrimonio culturale ottomano e ortodosso, anche al fine di favorire il dialogo tra le due comunità..